mercoledì 18 giugno 2014

martedì 13 maggio 2014

LA RAGAZZA DI SIGIRIYA

fermiamoci un momento
e scrutiamo oltre
più dentro
più nel fondo dell’umanità
nella solitudine delle folla
Alla stazione del treno, seduta sulla panchina, la ragazza attendeva tranquilla il chiudersi delle barriere. Il dindondare del campanello che annunciava la fermata. Nulla sembrava turbarla. Una calma tutta orientale era disegnata sul suo bel viso asiatico, un viso che accoglieva, sereno, il sole caldo di una primavera frettolosa. Bella e giovane, poteva forse avere vent’anni. La osservai da lontano, ancora prima di salire sulla carrozza,  poi la guardai più da vicino, quando anche lei si sedette sul sedile di fronte al mio.

mercoledì 16 aprile 2014

LA LINEA

L’ordine perentorio e cattivo era di non oltrepassare la striscia bianca di calcina. Il sole sfiorava lo zenit e scottava. Il fondo del campo di calcio, dove gli uomini erano stati riuniti, tremolava acquoso. Una voce metallica, sputata da un altoparlante, aveva inchiodato tutti quanti al loro posto. La linea che non doveva essere assolutamente varcata era l’unica rimasta sul terreno di gioco, le altre, quelle che delimitavano le aree di rigore e le linee laterali erano state inghiottite dalla polvere. Incolume era rimasto solo il centrocampo.