Al Salone internazionale del libro di Torino una moltitudine di gente ha affollato gli stand degli editori
che, a centinaia, hanno occupato il Lingotto Fiere. Stand grandi e piccoli,
allineati geometricamente secondo un ordine ben preciso. I più visibili e
centrali erano i grandi editori: Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Einaudi,
Bompiani, Adelphi, Sellerio, poi venivano gli editori importanti e più di
nicchia come Fandango, Minimum Fax, Marcos y Marcos, Neri Pozza, Bao,
Marsiglio, ai margini i piccoli e i piccolissimi.
«È la Gardaland dei
libri» ha sospirato una mia giovane amica che ha appena finito un master per
diventare editor.
“Vero” ho
pensato senza dirlo. Prima di esprimere un’opinione volevo entrare nel vivo
della Fiera. Ci sono stato tre giorni: giovedì, venerdì, sabato. Ho curiosato e
acquistato libri e con il pass da giornalista mi sono spinto fino alla Ibf, business area, dove le agenzie
letterarie e gli editori di molti Paesi stipulavano nuovi contratti.